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scultura

Deceptive Outward Appearance‘ è un opera dell’artista norvegese Ole Martin Lund Bø.
Egli riprende le opere degli artisti più influenti del movimento optical come Felice Varini e George Rousse.
Utilizzando solo il legno e della vernice ha creato un’installazione composta unicamente sul gioco ottico. Infatti è possibile leggere la scritta solo da un unico punto di vista.
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I segni neri di vernice galleggiano su assi di legno chiaro, come se fossero disposti a caso.
L’osservatore ricerca l’angolazione ideale per cercare la scritta che dice ‘Ingannevole aspetto esteriore’.

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Se vi è piaciuto e vorreste scoprire qualcos’altro di lui visitate qui il suo sito super minimal!

L’artista e scultore iperrealista australiano Ron Mueck, nato a Melbourne nel 1958, ha dato vita alla sua più “grande” e importante opera, il suo nome è “Boy”.
L’opera è stata creata nel 1999, ha raggiunto i 5 metri d’altezza, lavorato su blocchi di polistirolo orizzontali, evocando la crescita di ossa, muscoli e articolazioni, per gli occhi sono stati usati due palloni da calcio mentre i capelli con lenza da pesca. Il tema principale di questa opera è la “paura”.
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Alla vista dell’opera lo spettatore si chiede se sia gigante l’opera o se sia lui stesso rimpicciolito, questo è determinato dalla paura del bambino e di chi lo osserva. Quel bambino siamo noi e rappresenta la paura di crescere in modo smisurato nei confronti di ciò che ha attorno, non c’è più la paura della morte e dell’invecchiamento ma di essere sproporzionati all’ambiente. L’innocenza diventa timore richiamata dalla posizione a feto del bambino,quasi come se si trovasse ancora nel grembo materno per sentirsi più protetto.