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iperrealismo

L’artista e scultore iperrealista australiano Ron Mueck, nato a Melbourne nel 1958, ha dato vita alla sua più “grande” e importante opera, il suo nome è “Boy”.
L’opera è stata creata nel 1999, ha raggiunto i 5 metri d’altezza, lavorato su blocchi di polistirolo orizzontali, evocando la crescita di ossa, muscoli e articolazioni, per gli occhi sono stati usati due palloni da calcio mentre i capelli con lenza da pesca. Il tema principale di questa opera è la “paura”.
Ron Mueck- 2
Alla vista dell’opera lo spettatore si chiede se sia gigante l’opera o se sia lui stesso rimpicciolito, questo è determinato dalla paura del bambino e di chi lo osserva. Quel bambino siamo noi e rappresenta la paura di crescere in modo smisurato nei confronti di ciò che ha attorno, non c’è più la paura della morte e dell’invecchiamento ma di essere sproporzionati all’ambiente. L’innocenza diventa timore richiamata dalla posizione a feto del bambino,quasi come se si trovasse ancora nel grembo materno per sentirsi più protetto.

Sicuramente uno dei pilastri principali dell’iperrealismo è il pittore, fotografo, scenografo, sculture e performance artist austriaco, Gottfried Helnwein (Vienna, 1984), che con le sue gigantesche tele, talmente realistiche da confonderle con delle vere e proprie fotografie, rappresenta in modo provocatorio quella condizione umana, specialmente quella infantile, condizionata dal quel suo infelice passato nel quale aveva sempre avuto a che fare con immagini raccapriccianti di violenza sugli innocenti. Proprio per questo nelle sue opere sono presenti per lo più bambini vittime di abusi, di violenze fisiche e psicologiche e personaggi di fantasia che stanno a rappresentare quell’idea di un mondo fantastico e felice in cui rifugiarsi.
Lebensunwertes Leben
Un acquerello particolarmente importante è Lebensunwertes Leben, in cui è raffigurato un bambino morto, con la testa in una ciotola con resti di cibo: si tratta di un esplicito riferimento agli anni del nazismo in cui dei bambini innocenti venivano avvelenati perché“non erano degni di vivere”. Con questo genere di lavori e proteste ha tentato di risvegliare le coscienze assopite del popolo austriaco. L’obiettivo dell’artista è proprio quello di mettere di fronte la cruda realtà dei fatti senza ometterne nulla. Le ferite corporali spesso guariscono e a volte riescono anche a venir dimenticate, altre lasciano per sempre una cicatrice nell’anima impossibile da cancellare.

Fate un salto qui nel link del sito dell’artista