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Eventi e mostre

Giovedì 6 dicembre è stata inaugurata la mostra MONITORAGGI 6 in  Sala Dogana a Palazzo Ducale, il progetto espositivo a cura del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell’Accademia Ligustica di Genova.

Monitoraggi è un progetto che il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte ha avviato con la finalità di indagare quello che avviene in Accademia dal punto di vista della ricerca artistica nei diversi livelli dei corsi di laurea.

FINO AL 23.12.2018
ORARIO APERTURA dal martedì alla domenica ore 15.00 | 20.00
INGRESSO LIBERO

 

Valentina Viviano/Giulia Zini

Storytelling #1, 2018
Installazione, videoproiezione, audio, 12’, led, bottiglie, acqua, fogli, fili

Il lavoro, già allestito per la Notte Bianca 2018 dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, è stato riproposto al pubblico e approfondito per il progetto Monitoraggi. L’installazione, potenzialmente infinita, è legata al tema delle trame, all’arte del raccontare e del raccontarsi, mostrando un interesse per quelle storie personali che a volte rimangono inespresse. Questi concetti sono stati riportati attraverso la proiezione di un video che mostra alcuni momenti delle interviste effettuate a diverse persone sviluppando con ognuna di esse conversazioni libere sui loro pensieri, emozioni, idee, alternate a immagini di acqua e l’esposizione di numerose bottiglie colme d’acqua. Le tracce materiali dei singoli racconti sono presenti attraverso la trascrizione cartacea di interviste; ogni traccia è incorniciata da fili che rimandano al continuo e mutevole flusso delle storie. L’audio è costituito da suoni e rumori simili a gocce che cadono.
Le autrici hanno trovato similitudini tra la narrazione e l’acqua, tra il flusso narrativo e quello vitale, quali la trasparenza, la possibilità di ricerca e introspezione e la delicatezza e la forza che entrambi possono assumere. L’installazione si espande dal video centrale avvolgendo l’osservatore con fili, fogli, luci e bottiglie, dando luogo a una dimensione immersiva.

 

Storytelling 4

Davide Toscano

Senza titolo, 2018
Tecnica mista su carta (acrilico, fusaggine, idropittura, oilbar, pastelli a olio, tempera) otto elementi 40×30 cm.

Il progetto inizia con una selezione delle fotografie filtrate in base alle ispirazioni personali. Ne segue un’elaborazione maturata con vari materiali al fine di far scomparire, emergere e analizzare determinati elementi dell’immagine in base alle risposte estetiche ed emotive che essa riesce a trasmettere. L’opera si occupa di monitorare nella sua interezza le immagini per poi selezionare, identificare e quindi far affiorare o annullare i vari elementi di interesse della composizione.
I lavori, di forte impatto visivo ed emotivo, risaltano anche grazie alla cornice, che porta a osservare le singole immagini cogliendone le specifiche caratteristiche.

 

Senza titolo 2018

Filippo Cotella

Il naufragio del tempo (Andrea Doria), 2018
Matita e china su carta, diffusione audio (voce e registrazione di Jacopo Ottoboni), 2’40’’, cuffie
3 tavole 70 x 100 cm 

Il progetto nasce come elaborato per un esame di storia dell’arte: celebrare la memoria della città prendendo spunto da una visita al Museo del Mare. Le tavole vengono abbozzate durante l’estate ma il crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto, porta l’autore a rielaborarle.
Il soggetto è basato sul naufragio della nave Andrea Doria, avvenuto tra il 25 e il 26 luglio 1956 al largo delle coste americane, che causò la morte di cinquantadue persone tra membri dell’equipaggio e passeggeri. Il transatlantico italiano fu speronato da una nave svedese e causa dell’incidente furono sia la foschia sia alcuni errori umani; il bilancio dei morti e dei feriti fu limitato grazie all’intervento del comandante dell’Andrea Doria.
L’opera si focalizza non sugli avvenimenti ma sulla dimensione emotiva ed è corredata da una riflessione audio sul tempo, un flusso di coscienza incentrato non sulla paura di morire ma sul timore di non aver vissuto abbastanza per poter restituire ad altri ciò che si ha ricevuto. L’ultima tavola è un rimando alla vita del personaggio e, al contempo, un omaggio a Genova e a ciò che essa significa per l’autore.
I fogli fissati alla parete fanno apparire l’opera come una finestra sulla storia, il cui protagonista è il visitatore stesso che, attraverso l’audio, può identificarsi nel passato e confrontarsi con il presente.

 

Il naufragio del tempo

Collettivo PES (Parastoo Dadvar, Elena Grasso, Sadaf Akrad)

Noi siamo qui, 2018
Tessuti misti cuciti a mano, 135×220 cm

L’opera nasce come progetto di arte pubblica, partendo da interessi e culture differenti e basandosi su interviste realizzate nel quartiere genovese della Maddalena, a Genova. Il risultato è una decorazione installativa non permanente, frutto dell’assemblaggio di tessuti e indumenti donati dagli abitanti della zona, che vuole essere il messaggio di chi non se la sente di parlare.
Realizzato in comune dalle tre studentesse, il progetto è metafora di unione, pazienza e collaborazione ed è già stato contestualizzato in alcune aree della città, osservando le interazioni dei passanti.
Il lavoro, corredato dalla scritta “Noi siamo qui”, frase ricorrente estrapolata dalle interviste e ottenuta accorpando fili diversi, è un appello a chi preferisce non considerare la zona della Maddalena, con la speranza che la qualità della vita dei suoi abitanti possa migliorare.

 

Noi siamo qui 2

Anna Icardi/Mauro Casalino

La memoria del ricordo, 2017
Frottage, goffratura, linoleografia su carta, dimensioni varie

L’elemento della composizione, legata alla memoria e al ricordo, prende spunto da un ornamento plastico presente in Accademia, fotografato e rielaborato tramite un programma Adobe, poi inciso e riprodotto tramite tecniche classiche. Si tratta di una compenetrazione tra presente e passato.
I pattern, come la nostra memoria, sono imperfetti e irregolari e gli elementi sono sovrapponibili come possono esserlo i ricordi che si basano sulla collaborazione mnemonica delle persone coinvolte. Vi è anche un rimando al problema della perdita della memoria e all’Alzheimer: la pavimentazione cartacea è fragile, delicata, mutevole, dispersiva e frammentata, come possono esserlo alcuni nostri ricordi.
L’installazione pavimentale, molto colorata e decorativa, incuriosisce il visitatore per il suo aspetto labirintico.

 

Ambiente 2

Luca Del Torto

17532018 Frassino, 2018
Frassino, terra, roccia, foglie, insetti e resina, tondini in ferro. Installazione audio, 14’55”
frassino 90x30x30 cm, supporto 50x27x27 cm

Il titolo nasce dall’abbinamento di due date: il 1753, in cui il frassino è stato classificato scientificamente e inserito per la prima volta nell’albo botanico “Species Plantarum” e il 2018, anno della realizzazione del progetto.
È esplicato in modo scenografico un ragionamento pregresso, che consiste nel rendersi conto della violenza e della prevaricazione che esercitiamo nei confronti di ciò che ci sta attorno, come ad esempio una semplice zolla di terra che, a prima vista, non appare come un organismo vivente.
Il lavoro, accompagnato da una traccia audio dei rumori registrati durante l’espianto, trae in inganno: l’albero appare vivo per cui l’osservatore può pensare a un’operazione di salvaguardia della natura ma, poiché è stato imprigionato nella resina, non ha più vita propria. L’opera, che ha un impatto visivo e sonoro immediato, ha numerose possibili chiavi di lettura che toccano temi sociali, etici, ambientali, morali. Essa vuole rappresentare una pesante violazione nei confronti della natura, così come avviene nella realtà di tutti i giorni.
“Non è una cosa bella, non è una cosa viva.”

 

Frassino

 

Elena Grasso

Segni di scambio, 2018
Frottage a carboncino su carta, 29×21 cm

L’opera, che parte da una ricerca dell’autrice incentrata su una performance e vuole essere una provocazione collettiva, fa riferimento a un passaggio fisico e metaforico di sensazioni, emozioni, comunicazioni tra persone che favoriscono nuovi contatti umani, illustrandone la fragilità e superando al contempo lo spazio privato.
I fogli, attaccati alla parete con scotch di carta per esaltarne fragilità e delicatezza, diventano elementi  tridimensionali nei quali segni e pieghe testimoniano la partecipazione delle persone al progetto.
Scopo dell’azione artistica è quello di provocare una domanda, invitando le persone a interrogarsi sull’importanza del contatto sociale tra individui sconosciuti, avendo più rispetto di ciò che riteniamo estraneo e quindi indifferente.

 

Segni di scambio 2

 

Testo di Carlotta Isola, Comunicazione e Didattica dell’Arte

 

Quest’anno si celebra il centenario dalla nascita del Dadaismo e per festeggiare l’Accademia Ligustica di Belle Arti in collaborazione con il Conservatorio Niccolò Paganini, hanno organizzato una Notte Bianca il 7 dicembre.

Il tema Dada e la sua poetica coinvolgeranno gli spazi con mostre, laboratori e conferenze.
Tutte le attività sono state curate da Docenti e Studenti che hanno agito insieme riproponendo al pubblico il pensiero Dada in chiave contemporanea e con diverse tecniche espressive.

Anche il team di Blart sarà presente. L’ingresso è gratuito, vi aspettiamo!

Per avere informazioni e il programma completo clicca qui alla pagina officiale dell’evento!

Partiamo innanzitutto dalla base, avete presente che cos’è il light painting? E’ una tecnica con cui si può dipingere con la luce. Occorrente: una macchina fotografica e una luce, qualsiasi.

Il primo a sperimentarla fu Pablo Picasso, il pioniere del movimento cubista, nonché scultore, scenografo, ceramista e incisore. Nel 1949 il fotografo Gjon Mili, immortalò una serie di ‘disegni di luce’ prodotti dall’artista con una piccola luce elettrica in una stanza buia.

Lasciando aperto l’otturatore della fotocamera e tracciando segni luminosi in aria, si possono creare immagini spettacolari.

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Ritratti di luce – Light painting e altre meraviglie è il laboratorio con il quale l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova ha partecipato al Festival della Scienza 2016 che aveva come parola chiave segni. 

L’evento è stato curato e coordinato dai docenti dei corsi di fotografia Alberto Terrile e di illuminotecnica Liliana Iadeluca, insieme ad Angela Di Tomaso che ha realizzato il software per il real time, Luca Carrà, uno sperimentatore del light paiting e alla partecipazione di tanti studenti dell’Accademia, presenti come fotografi, performers, gestori del softwere e dell’accoglienza del pubblico.

Insieme hanno creato una nuova dimensione fatta di luci, colori, proiezioni, accompagnate dai suoni vibranti e ipnotici di Stefano Pulcini.

Il pubblico presente immerso nel buio più completo ha ammirato la performance di light painting, ripresa e proiettata in real time per la prima volta in Italia, rimanendo sorpreso ed entusiasta dalle texture catturate dalla fotocamera.

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Dopo la performance svolta dagli studenti, in molti hanno accettato, bambini e adulti, a provare l’esperienza di dipingere con la luce.

Al termine dell’esibizione del pubblico, nella stessa sala sono stati allestiti due box in cui ogni partecipante dell’evento ha potuto ricevere in omaggio una fotografia, creata su misura da una squadra di studenti armata di macchine fotografiche, torce, oggetti luminosi costruiti a mano, stencil e computer.

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L’occasione per presentare un laboratorio creativo, nuovo e stimolante sia per il pubblico più piccolo sia per i più grandi.

L’evento ha raggiunto la quota di circa 600 presenze!

Se hai partecipato al laboratorio puoi trovare tutte le foto nella pagina ufficiale Facebook Ritratti di Luce -Light painting e altre meraviglie.

 

Comincia l’autunno, le giornate si accorciano, le ore di luce diminuiscono e voi, per fortuna, non siete finiti in un augurio un pò malinconico e pessimista di Facebook.

Scherzi a parte, ora che sta cominciando l’autunno, cominciano nuove mostre a Villa Croce e come si può intuire dal titolo, non solo. Ecco cosa ci viene detto riguardo alla nuova esposizione:

A undici anni dalla morte di Aldo Mondino (Torino, 1938-2005), il Museo di Villa Croce, in collaborazione conl’Archivio Aldo Mondino e Palazzo della Meridiana, presenta:

Aldo Mondino. Moderno, Post-moderno, Contemporaneo

 

Noi di Blart siamo andati all’anteprima stampa in questa nuova mostra che ha opere esposte in molti bellissimi luoghi di Genova. E ovviamente abbiamo fatto delle foto per incuriosirvi!

 

Il percorso è una specie di “caccia al tesoro” e a mio avviso si può percorrere tutto il tragitto a piedi, anche senza l’ausilio di autobus per godersi la città.

Prima tappa a Villa Croce dove c’è la parte più sostanziosa della mostra, con il periodo di Aldo Mondino più Pop e con opere realizzate in linoleum, cioccolato, torrone e marshmallow (si avete capito bene!). La “caccia” prosegue in alcuni dei luoghi più belli di Genova, tra cui Palazzo Ducale, la Casa di Colombo, Palazzo Rosso e Palazzo Bianco, Palazzo Reale, le sale dell’Acquario e ultimo, ma non meno importante, Palazzo della Meridiana dove la mostra si conclude con delle atmosfere calde e avvolgenti in cui si possono ammirare dei dipinti dallo stile unico.

 Ci è piaciuta molto la collocazione delle varie opere e questo aiuterà chi vuole visitare la mostra appieno a godersi oltre le opere, anche la città e soprattutto i palazzi in cui sono state accolte le opere. Le varie sculture, installazioni e dipinti si amalgamano bene con le sale in cui sono state esposte, e la contrapposizione tra nuovo e antico risulta molto piacevole, e per nulla banale.

La mostra è a cura di Ilaria Bonacossa ed è in collaborazione con Archivio Aldo Mondino

…ci spinge a scoprire la medievale Casa di Colombo, stupendoci con la superba monumentalità di Palazzo Ducale, per entrare nei saloni da ballo dei famosi Palazzi di Strada Nuova; dopo averci fatto affacciare sul mare delle terrazze di Palazzo Reale, ci immerge sottacqua nelle sale dell’Acquario, guidandoci no al meraviglioso atrio liberty di Palazzo della Meridiana.

 

Dove sarà la mostra: Museo d’arte contemporanea Villa Croce e Palazzo della Meridiana
Installazioni a Palazzo Ducale / Palazzo Rosso / Palazzo Bianco / Palazzo Reale / Casa di Colombo / Acquario di Genova

Quando: 24 settembre – 27 novembre 2016
Opening 23 settembre, dalle 18.00 alle 21.00

Non siete ancora riusciti a visitare la mostra?

Nessun problema poichè è stata prorogata fino a domenica 8 Gennaio 2017

(chiuderà invece, come previsto, quella a Palazzo della Meridiana)

Speriamo che le foto vi incuriosiscano e vi facciano andare a questa caccia al tesoro per la città!

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Villa Croce
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Villa Croce
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Villa Croce
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Villa Croce
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Palazzo Reale
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Palazzo Reale
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Palazzo Rosso
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Palazzo Rosso
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Palazzo Bianco
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Palazzo della Meridiana
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Palazzo della Meridiana
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Palazzo della Meridiana
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Palazzo della Meridiana
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Palazzo della Meridiana
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Palazzo della Meridiana

Cosa c’è da fare in queste giornate calde, dove al sole ci si scioglie e all’ombra si sta bene ma ci si annoia?

 

In questa piccola/grande Genova c’è un posto dove si può godere del fresco e di opere di arte contemporanea. Dove? A Villa Croce, in Via Ruffini, la struttura museale di arte contemporanea più importante di Genova, al centro di un parco e molto vicina al mare offre moltissime mostre ed eventi per tutto l’anno.

La mostra del momento è SMOKE di Mark Handforth, l’artista internazionale conosciuto per le sue opere colossali, l’esposizione durerà fino al 5 settembre 2016, noi di Blart ci siamo stati per documentarla attraverso le parole e foto per farvi capire che tipo di mostra è, e per farvi venire voglia di andarci!

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Villa Croce presenta SMOKE di Mark Handforth, una mostra che riunisce, opere già esistenti e nuovi lavori, creati in risposta agli ambienti del Museo.

Il titolo della mostra nasce proprio dalla fascinazione dell’artista perla resa grafica della parola “smoke” (fumo) nella segnaletica stradale americana. Per Mark Handforth, SMOKE è insieme parola, segno e indicazione di una condizione ambientale offuscata che determina la dissoluzione della forma e il movimento dei contorni.
Attraversato da continue allusioni all’estetica Pop e Minimal, il lavoro di Handforth declina il rigore di forme plastiche astratte all’interno di una dimensione figurativa immediata e riconoscibile nella quale convivono oggetti prosaici e icone universali. L’ingrandimento delle proporzioni e l’accentuata distorsione degli oggetti quotidiani trasformano radicalmente il rapporto fra lo spettatore e l’opera, mentre lo spazio in cui le sculture sono collocate viene travolto dalla loro una potente energia plastica.

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L’esposizione è stata creata apposta per gli spazi di Villa Croce, l’artista ha fatto vari sopralluoghi per poter allestire una mostra su misura ci racconta Ilaria Bonacossa, Direttore Artistico, per poter dare vita ad un evento unico nel suo genere e non riproducibile in nessun altro ambiente. In questo periodo è stato deciso di proporre delle mostre fresche e leggere per l’estate, nulla di troppo impegnativo ma comunque interessante!

 

Se siete interessati a visitare Villa Croce qui c’è il loro sito, si trovano in via Ruffini 3 qua nella nostra Genova!

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Cesare Viel, artista, performer e docente all’Accademia Ligustica di Belle arti, non è una presenza sconosciuta qua su Blart, se non ne sapete nulla potete andare a vedere qua l’intervista precedentemente fatta oppure andare a sbirciare sul suo sito per saperne un pò di più.

Ma cos’è “Un’ora d’arte: incontro con Cesare Viel” ?

Oggi, martedì 31 Maggio alle 18.30 presso lo Spazio46 di Palazzo Ducale di Genova, nell’ambito di “Un’ora d’arte” a cura di Virginia Monteverde, ci sarà l’incontro con Cesare Viel “Frasi, voci, corpi, tappeti, scritte, disegni, identità, azioni: l’arte molteplice di Cesare Viel” con la giornalista Bettina Bush.

Noi di Blart non abbiamo perso l’occasione e siamo andati a vedere, ascoltare e soprattutto fotografare per coloro che non possono partecipare a questo evento!

Durante questo incontro Viel ha parlato di vari argomenti, da quelli più intimi e privati come la perdita della madre, e i ricordi della fanciullezza a quelli più conosciuti come le sue performance in giro per l’Italia. Nonostante un’ora sia ridotta come quantità di tempo per raccontare la vita di un’artista è bastata per incuriosire e in parte soddisfare il pubblico.

"Un'ora d'arte con Cesare Viel" - Palazzo Ducale, Genova
“Un’ora d’arte con Cesare Viel” – Palazzo Ducale, Genova