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Artisti e opere

Thomas Lamadieu è un artista francese che cammina con il naso all’insù. Le sue fotografie sono finestre che si aprono su molteplici possibilità fantasiose. Egli immortala i frammenti di cielo racchiusi tra i palazzi e interpreta le forme seguendo la sua immaginazione.

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Il suo scopo è quello di reinventare gli spazi urbani, rendendoli luoghi dove la mente possa sconfinare.

La città è concepita come involucro vitale, ma anche stimolo per l’immaginazione. I palazzi così non offrono più impedimento allo sguardo, ma nuovi orizzonti. La sua opera non si ferma alla semplice fotografia, in un lavoro di post-produzione egli sfrutta i ritagli di cielo per delineare figure e profili inventati.

Quando si osservano le foto di Lamadieu sembra di essere catapultati in un mondo parallelo dove, le parti sono invertite, il cielo diventa il mondo che noi sbirciamo, mondo animato da uomini barbuti, donne e animali buffi che sembrano seguirci con lo sguardo.

 

L’artista tenta di distogliere la mente dalle solite strade e i soliti palazzi, invitandoci a soffermarci su ciò che non è apparentemente visibile, ma che è frutto di quanto più naturale e spensierato: la fantasia.

Qui potete trovare il suo sito!

In qualità di autore, ritraggo oramai da trent’anni musicisti, attori, registi e scrittori dai nomi altisonanti anche se per indole mi sento più vicino alle storie dell’uomo comune, storie che ho raccontato attraverso i ritratti iracheni della prima guerra del golfo, i disabili psichici con cui lavoro da tempo, i soggetti laringectomizzati, l’invecchiamento attivo nelle residenze protette col progetto “Indimenticabili”

"Ma che occhi grandi che hai.." Mostra di Alberto Terrile all'Accademia Ligustica di Belle Arti a Genova.

Ecco cosa dice delle sue opere Alberto Terrile, fotografo pluripremiato (vedere il suo sito per credere) e docente all’Accademia Ligustica di Belle Arti.

Ecco cosa dice delle sue opere Alberto Terrile, fotografo pluripremiato (vedere il suo sito per credere) e docente all'Accademia Ligustica di Belle Arti.

La mostra “Ma che occhi grandi che hai” presenta i suoi lavori scattati nella comunità transgender di Genova, scatti dove si è concentrati appunto sugli occhi. Le Princese sono state colte in vari momenti della loro vita quotidiana, magari mentre avevano lo sguardo perso nel vuoto o nei loro pensieri. Altre foto ritraggono le Princese insieme, che ridono, molti sono scatti rubati o improvvisi ma in ogni foto ciò che è importante è lo sguardo, la storia, le gioie, le sofferenze che si possono cogliere nelle persone che hanno vissuto una vita pregna e densa.

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Per realizzare queste foto c’è stato un lungo periodo di conoscenza reciproco, che poi ha portato a un legame forte tra Terrile e le Princese. Loro lo hanno accolto nelle loro abitazioni mostrando la loro vita più intima e privata e solo dopo un lungo periodo sono stati realizzati questi stupendi lavori. Le foto sono in bianco e nero, scelta stilistica che approvo in pieno poiché sono convinta che delle foto a colori, nonostante l’indiscussa bellezza, non sarebbero riuscite a creare quell’atmosfera di intimità che queste foto regalano. La mostra è solo la prima parte, si dice che ci saranno altre due parti, probabilmente con gli stessi soggetti.

Amo guardare al di sotto di tutto ciò che vive. Credo e pratico una fotografia dove l’etica sposi l’estetica rafforzando così “senso e consapevolezza”.

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Quando fotografo, il mio obiettivo è cogliere l’essenza delle persone attraverso le forme del mondo. Ciò che mostro è pertanto l’equazione tra l’apparire e l’essere, tra l’esterno e l’interno di ogni essere umano.

 

La mostra è visitabile dal 12 maggio all’11 giugno 2016, dal martedì al sabato ore 14.30 – 18.30, presso il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. L’ingresso è gratuito

 

 

 

 

 

 

Gunther von Hagens, ribattezzato dai media Dottor Morte, è un anatomopatologo tedesco principalmente noto per aver inventato la tecnica della plastinazione. Questo procedimento permette la conservazione dei corpi umani tramite la sostituzione dei liquidi con dei polimeri di silicone, che rendono la materia rigida e inodore senza intaccarne la colorazione.
I corpi, dopo aver subito questo trattamento, vengono plasmati in posizioni di vita reale o sezionati per mostrare le varie strutture dell’anatomia umana. Le mostre in cui vengono esposte le salme prendono il nome di Body Worlds e finora hanno accolto un numero sempre maggiore di visitatori. Questi ultimi, all’uscita della mostra, sono invitati a firmare un foglio in cui, se lo desiderano, dichiarano di voler donare all’artista il proprio corpo nel momento del trapasso. Molti di coloro che firmano sembrerebbero usare la plastinazione come un pretesto per superare l’ansia della morte, continuando ad esistere nonostante essa.

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Nonostante il grande successo delle mostre, sono numerose le persone che si scagliano contro l’arte di Von Hagens, ritenendola poco rispettosa nei confronti della morte e della dignità umana. Oltre a questo l’artista è stato chiamato svariate volte in tribunale per difendersi contro accuse riguardanti la legittimità dei cadaveri da lui utilizzati. A sua difesa Von Hagens reclama sempre la legalità della cessione dei corpi e, in merito alle accuse sulla sua moralità, dichiara: «La mostra anatomica di veri corpi umani permette di capire cose uniche del corpo umano sano e malato. Durante la visita vedrete diversi organi in una serie di circostanze differenti. Potrete imparare cose riguardo le loro funzioni e le malattie che li interessano. Infine avrete l’occasione di studiare le diverse e complesse strutture anatomiche dei corpi interi e a sezioni trasversali».
Amo l’opera di Gunther Von Hagens perché a parte l’aver creato una tecnica rivoluzionaria sia in campo medico che in campo artistico, ha permesso a qualunque profano di analizzare i segreti dell’anatomia umana fin a ogni suo piccolo dettaglio. Ciò che prima era accessibile solo dai professionisti del settore ora è visibile da chiunque abbia lo stomaco per guardare se stesso rivoltato come un calzino.