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giugno

Cosa c’è di meglio di una performance?

Una performance fatta all’aperto dagli allievi dell’Accademia! Noi siamo andati a documentare per farvi avere impressioni e soprattutto immagini da poter vedere. La performance è stata realizzata dagli allievi del corso “Tecniche performative per le arti visive” tenuto da Cesare Viel in collaborazione con Enrico Campanati.

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Venerdì 17 giugno sotto il sole caldo di questa estate che sta cominciando e accompagnati dall’odore delle spezie del suq la classe si è esibita nel piazzale al porto antico con una performance molto toccante e coinvolgente, che ha lasciato tutti gli spettatori col fiato sospeso per qualche istante nei momenti più salienti.

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E non solo si sono esibiti un giorno solo, sabato 18, questa volta nel silenzio dell’Accademia, in uno spazio un pò più ristretto che comunque non ha danneggiato per nulla l’atto in sè, hanno ripetuto la performance di fronte ad un altro pubblico.

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Per coloro che non hanno potuto partecipare ecco un paio di scatti di quei due giorni!

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Sei seduto alla tua scrivania, ti metti a leggere, accendi la lampada e quella invece di far luce e stare ferma comincia a muoversi per conto suo e a volere attenzioni. Sembra un momento di follia ma è realtà, questa lampada esiste veramente!

Non ci credete? Guardate voi stessi il video!

 

 

Ecco Pinokio! La lampada che interagisce con chi ha davanti. Creata da un gruppo di studenti attraverso webcam, processori, Arduino e tanto tanto lavoro. Lui reagisce appena viene acceso e interagisce muovendosi e osservando chi ha davanti, in alcuni atteggiamenti sembra quasi un animale domestico in cerca di attenzioni.

Pinokio!

Pinokio è stato presentato in una mostra di Digital Art, poichè è considerato (giustamente) un’opera d’arte, e dev’essere stato curioso poter interagire con un oggetto che siamo abituati a vedere inanimato.

Ma non è un sogno che quasi tutti da bambini abbiamo avuto? Quello di poter vedere un oggetto animarsi e interagire con noi? I film della Disney da sempre ci fanno vedere caffettiere, candelabri, macchine e così via parlanti e animate.

Ecco come le persone hanno reagito all’esibizione quando hanno visto questa lampada muoversi!

Se per caso dovessero cominciare a vendere un oggetto del genere credo sarò una delle prime a comprarlo, e voi? Se fosse in vendita ad un prezzo accettabile vorreste una lampada che si muove da sola?

Hai presente quando cerchi qualcosa in qualche cassetto e da li ne esce un vecchio rullino? Più o meno è stato così anche per il foto giornalista Ron Haviv. 
Noto per aver seguito la caduta del muro di Berlino e la guerra in Jugoslavia, scopre di non aver mai consegnato centinaia di rullini che coprono circa vent’anni della sua carriera e della storia dell’Europa.
Le immagini ritrovate sono di tutti i tipi, dal bianco e nero, a colori, e con formati diversi, dal classico 35mm al 120mm. Definiscono una collezione inestimabile che invita a riflettere sul tempo e sulle nuove tecnologie. Fosse stato in digitale, tutto questo lavoro non avrebbe lo stesso effetto, senza contare di come il tempo ha alterato i colori delle immagini andando a modificare chimicamente senza il volere dello stesso autore.
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L’artista, fondendo analogico e digitale, decide di pubblicare la sua collezione in un sito e in un libro.

Deceptive Outward Appearance‘ è un opera dell’artista norvegese Ole Martin Lund Bø.
Egli riprende le opere degli artisti più influenti del movimento optical come Felice Varini e George Rousse.
Utilizzando solo il legno e della vernice ha creato un’installazione composta unicamente sul gioco ottico. Infatti è possibile leggere la scritta solo da un unico punto di vista.
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I segni neri di vernice galleggiano su assi di legno chiaro, come se fossero disposti a caso.
L’osservatore ricerca l’angolazione ideale per cercare la scritta che dice ‘Ingannevole aspetto esteriore’.

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Se vi è piaciuto e vorreste scoprire qualcos’altro di lui visitate qui il suo sito super minimal!

Doug e Mark Starn sono artisti americani, gemelli omozigoti,nati nel 1961. Hanno ricevuto attenzioni internazionali per la prima volta nel 1987 alla biennale Whitney e sono stati rappresentati da Leo Castelli dal 1989 fino alla sua morte nel 1999 Per più di 20 anni gli Starn sono stati prettamente conosciuti per i loro lavori di fotografia concettuale, dove si concentrano soprattutto su Caos, Interconnessioni e Interdipendenze.
Per oltre due decadi hanno combattuto contro la categorizzazione dell’arte, combinando discipline tradizionali con la fotografia, la scultura e l’architettura, la cui opera più conosciuta si ritrova nelle varie proposte di Big Bamboo.
Vi sono state moltissime serie di quest’installazione, ad esempio quella del 2012 per il museo MACRO Testaccio a Roma, dove questa abitabile costruzione di oltre 40 metri d’altezza, poteva ospitare più di 60 persone. Big Bamboo suggerisce la complessità e l’energia sempre crescente e il continuo cambiamento degli organismi. Gli Starn hanno un laboratorio a New York dove continuano la costruzione del primo Big Bamboo che adesso conta più di 2500 parti di bambù. Trovo molto interessanti questi artisti perché, in un certo senso, riescono a fondere l’installazione con il mio principale interesse, ovvero la scenografia. Mi piace molto il loro senso di connessione con la natura e l’utilizzo di enormi spazi urbani per le loro creazioni.

Dal 18 giugno al 3 luglio 2016 vi aspetta Christo,la passerella galleggiante sul lago d’Iseo.
Non perdetevi l’opportunità di camminare appena sopra la superficie dell’acqua da Sulzano, sulla terraferma, sino alle isole di Monte Isola e San Paolo.
Le passerelle galleggianti sono state realizzate con circa 200.000 cubi di polietilene ricoperte di 70.000 metri quadrati di tessuto giallo brillante.
Questo è il progetto artistico comune dei coniugi statunitensi Christo Vladimirov Yavachev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon, fra i maggiori rappresentanti della land art e realizzatori di opere su grande scala.